Concept

Se il mondo è bello perché vario, allora quello musicale è davvero fantastico, come il poliedrico artista vicentino Giuliomaria Garbellotto, un cantautore davvero particolare; come altri scrive musiche e testi, e li suona in giro aiutandosi con i più disparati strumenti (chitarra, weissenborn, tromba, altri strumenti rubati al figlio), ma la parte cantautoriale finisce qui, lasciando il posto ad uno stile unico e particolare, come i suoi spettacoli.

Ogni evento live dell’artista finisce per diventare, volutamente, un momento di musica unico, irripetibile. Negli spettacoli di Giuliomaria Garbellotto l’improvvisazione è l’ospite principale; la musica esce dai suoi spartiti e si arricchisce della fantasia, dell’estro del momento; perfino gli strumenti cambiano di volta in volta, in base a quello che l’artista trova per strada, al rapporto che si viene a creare con il pubblico della serata. Non a caso il suo ultimo spettacolo si chiama “Cantautore Precario”: non è solo un riferimento autoironico alla propria condizione finanziaria (“non solo”, sottolinea lui…), ma è anche una sorta di auto-riconoscimento sociologico, dove la precarietà è vista come una catarsi.

Un po’ come un palazzo antisismico si adatta a movimenti sussultori ed ondulatori, il cantautore precario si adatta ai mutamenti quotidiani di una società impazzita che viaggia a velocità social. Il risultato, per l’ascoltatore, è quello di aver partecipato ad un evento irripetibile ed unico, che non potrà più essere ripetuto nella medesima forma.